Trimamma

Non c’è figlia che non mi abbia fregata.   
Nel 2009 nasceva Giulia, un caldo senza senso, e io che immaginavo una vita di fatica appresso ad un’insignificante neonata mi sono trovata innamorata persa di una neonata impegnativa, ma io mi ero attrezzata psicologicamente per scalare l’Everest con fatica sudore e sangue e poco ossigeno e invece ho dovuto semplicemente andare in vetta ad una dei nostri monti, ben attrezzata e con la testa giusta ed è stato solo spettacolo e emozioni grandi e chissenefrega delle coliche ecc ecc di Giulia, ero attrezzata per sfide ben più grandi. Giulia era un pezzo di me anche se ormai fuori di me. Poi nel 2011 l’arrivo di Cecilia, io certa di trovarmi tra le braccia Giulia 2 ho dovuto rivedere tutte le mie aspettative, lei era Cecilia, nata più matura e indipendente di Giulia, non una colica o un reflusso, lei banalmente “stava” è così io e Giulia occupavamo tutto lo spazio lasciando a Cecilia un posto che era però sempre occupato anche da Giulia e Cecilia è cresciuta “io ballo da sola”. Tanto da imparare ogni giorno su come ballare con lei perché si senta amata e protetta senza entrare in quel ballo che è solo suo è tale vuole che resti. E poi nel mite inizio 2016 è arrivata Elena, piccina e bisognosa di tutto come non avevo memoria si potesse essere, incomprensibile perché non ricordavo che i neonati non fossero così agevolmente interpretabili. Piangeva tanto e non aveva ritmi, e io due figlie in più a cui badare. Ho vissuto nel limbo, sopravvivendo. Dando tutto a tutti ma senza capire bene cosa, ho scritto tanto per non dimenticare ma soprattutto per non perdermi. I primi giorni fremevo nella speranza che “tirasse nottata” e lei si svegliava ogni ora uccidendomi mentre adesso che inizia ad avere un suo ritmo trovo bello la notte allattarla; all’inizio cercavo un continuo ritorno, un sorriso, che mai arrivava, brocetti su broncetti. A 2 mesi ha iniziato a piangere ancora di più, lasciandomi disarmata. I mesi ora sono tre e lei ha smesso di essere una neonata è diventata una mini bimba. Iniziano ad esserci dei ritmi, risponde ai miei sguardi con un sorriso, e io mi sciolgo, stavolta avevo dimenticato che bisognava darle il tempo di crescere. Ci amiamo da subito ma non sapevamo dircelo. Elena va seguita nelle sue piccole cose parafisiologiche ma io sono qui per questo e son felice di poterlo fare.

Sono tre stupendevoli stupori. Sono il mio regalo più grande. Guardo lontano e penso sarà durissima lasciarle andare. Guardo vicino e mi scappa un sorriso. Per ora mi godo tutto tutto tutto. Tornare al lavoro sarà straziante, ma non voglio star male già ora pensandoci. Generosa la vita a darmi loro.

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2 pensieri su “Trimamma

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