Io, lui e loro.

Ho 41 anni, mica pochi eh. E mi godo e mi stragodo ciò che si è faticosamente costruito. Come tutti, sia chiaro. Non è stato facile trovare Renato, ho dovuto incidentare e capire cosa volevo tante volte prima di arrivare a lui e anche una volte che ci siamo trovati avevamo 30 anni e ognuno una storia personale alle spalle e nessuno dei due era disposto a retrocedere su mille ed un punto (tanto dei bei caratteri 😂). Era il 2003 quando Iniziavamo e non sembrava saremmo andati tanto lontano, io prevedevo l’ennesimo fallimento. Eppur siamo qui. Come non lo so. Ma ci siamo, stiamo bene nella nostra vita. Così diversi in tutto, uguali su pochi punti che sono la nostra guida. Io non posso credere che abbiamo costruito tutto ciò, stento a credere che ci siamo messi in gioco così tanto. Stento a credere che 3 figlie si siano generate nella mia pancia, non ho ancora fatto far pace a cuore e ragione, la vita che si forma dentro, creiamo delle persone che sono generate da noi due, ma come è possibile, fisiologia e magia che si mischiano. Non posso credere che ci sia Elena, un anno fa di quest’epoca ripetevo il mio mantra “in 4 va anche bene, anzi va benissimo, voglio saper stare” edora  Elena è qui. Non posso credere che abbiamo tre figlie da crescere e ogni giorno sarà una sorpresa. Non posso credere che il battesimo sia andato e non posso nemmeno credere che abbiamo queste espressioni così compite. Il mondo è qui.

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Trimamma

Non c’è figlia che non mi abbia fregata.   
Nel 2009 nasceva Giulia, un caldo senza senso, e io che immaginavo una vita di fatica appresso ad un’insignificante neonata mi sono trovata innamorata persa di una neonata impegnativa, ma io mi ero attrezzata psicologicamente per scalare l’Everest con fatica sudore e sangue e poco ossigeno e invece ho dovuto semplicemente andare in vetta ad una dei nostri monti, ben attrezzata e con la testa giusta ed è stato solo spettacolo e emozioni grandi e chissenefrega delle coliche ecc ecc di Giulia, ero attrezzata per sfide ben più grandi. Giulia era un pezzo di me anche se ormai fuori di me. Poi nel 2011 l’arrivo di Cecilia, io certa di trovarmi tra le braccia Giulia 2 ho dovuto rivedere tutte le mie aspettative, lei era Cecilia, nata più matura e indipendente di Giulia, non una colica o un reflusso, lei banalmente “stava” è così io e Giulia occupavamo tutto lo spazio lasciando a Cecilia un posto che era però sempre occupato anche da Giulia e Cecilia è cresciuta “io ballo da sola”. Tanto da imparare ogni giorno su come ballare con lei perché si senta amata e protetta senza entrare in quel ballo che è solo suo è tale vuole che resti. E poi nel mite inizio 2016 è arrivata Elena, piccina e bisognosa di tutto come non avevo memoria si potesse essere, incomprensibile perché non ricordavo che i neonati non fossero così agevolmente interpretabili. Piangeva tanto e non aveva ritmi, e io due figlie in più a cui badare. Ho vissuto nel limbo, sopravvivendo. Dando tutto a tutti ma senza capire bene cosa, ho scritto tanto per non dimenticare ma soprattutto per non perdermi. I primi giorni fremevo nella speranza che “tirasse nottata” e lei si svegliava ogni ora uccidendomi mentre adesso che inizia ad avere un suo ritmo trovo bello la notte allattarla; all’inizio cercavo un continuo ritorno, un sorriso, che mai arrivava, brocetti su broncetti. A 2 mesi ha iniziato a piangere ancora di più, lasciandomi disarmata. I mesi ora sono tre e lei ha smesso di essere una neonata è diventata una mini bimba. Iniziano ad esserci dei ritmi, risponde ai miei sguardi con un sorriso, e io mi sciolgo, stavolta avevo dimenticato che bisognava darle il tempo di crescere. Ci amiamo da subito ma non sapevamo dircelo. Elena va seguita nelle sue piccole cose parafisiologiche ma io sono qui per questo e son felice di poterlo fare.

Sono tre stupendevoli stupori. Sono il mio regalo più grande. Guardo lontano e penso sarà durissima lasciarle andare. Guardo vicino e mi scappa un sorriso. Per ora mi godo tutto tutto tutto. Tornare al lavoro sarà straziante, ma non voglio star male già ora pensandoci. Generosa la vita a darmi loro.