Oggi finiscono le vacanze 

…e con 10 ore di auto dovremmo tornare alla base…

Sono state vacanze lunghe, quasi un mese, vissute all’insegna del ‘godiamoci ogni attimo di noi e dei luoghi in cui siamo perché a Torino poi tocca attaccar duro”.

È stata una vacanza all’insegna della famiglia, noi, noi e ancora noi. Noi chi? Noi 4 e quel si spera esserino che si spera stia navigando là dentro entrando oggi con un salto a piè pari nel suo 4^mese di gestazione, un ecografo al rientro lo guarderà e ci dirà se il sogno nascosto lì dentro si sta realizzando.

Siamo stati in Versilia, il nostro mare, circondati dagli amici del cuore e dai nonni.

 

Siamo poi partiti alla volta di Sperlonga, mare cristallino, mozzarelle di bufala come non ci fosse domani e tramonti mozzafiato dalla nostra terrazza.

   

 

E infine Peschici, abbiamo faticato a trovarne la parte selvaggia, quella che piace a noi, ma l’abbiamo trovata e goduta in tutto e per tutto. Ogni sera accolti dalla nostra casa -con la mia mania delle case a picco sul mare, stavolta con airbnb l’abbiamo davvero azzeccata-. Mare, mare, mare sempre splendido  mare. Aurore e albe silenziose e tramonti incantati.

  
  
Ieri cena di fine vacanze su un Trabucco sul mare con pesce pescato in giornata annaffiato da un Panascio buono da far svenire.

 
A Torino ci aspetta il lavoro, che da ormai una settimana mi tiene sotto pressione a distanza, il tanto temuto incontro con l’ecografo, e se l’ecografo sarà clemente con me, allora festa festa festa e outing.

Ci aspetta l’inizio delle elementari per G, la ripresa della materna per C e millemilioni di altre cose…ma siamo carichi e ce la faremo.

 

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…proiezioni…

La prima volta che ho perso una pancia è stata una vera caduta col sedere a terra a cui non ero pronta. Una botta fortissima. Avevo un test con due lineette rosa in mano e la mia mente aveva proiettato la mente lontano, alla gravidanza, alla panciona, al neonato, al nido, alla cameretta da preparare, l’auto da cambiare, alla vita a 5. Avevo visto quell’esserino in ecografia e poi quell’esserino mi ha lasciata. Sono rimasta impassibile. All’uscita dall’ospedale ho buttato nel cassonetto la cartella clinica, si volta pagina, erase! Nessuna voglia di riprovarci. 

Non so bene come, ma mi son trovata stretta nei vestiti di trimamma mancata e mi son ritrovata due nuove lineette rosa in mano, ma stavolta la lezione la avevo imparata, nessuna proiezione, day by day, e anche quella pancia scivoló via e così per altre tre volte ancora. 

Ed ora eccomi con una micro – pancia abitata da 2 cm e poco più, e mi scopro a non saper più proiettare. Io non so se questi 2 cm e poco più resteranno con me, ma forse le altre volte non ero arrivata a questi 2 cm, non so nulla perché ho buttato via tutto, ma nel mio vivere day by day inizio a non riconoscere questo mio corpo che cambia, eppure sono stata mamma già due volte, ho fatto eccessivamente mia questa corazza del “non si proietta” ma mal si vive una “dolce attesa” se non si proietta a quel che si sta attendendo. La mia anima fa a pugni con se stessa, non voglio proiettare, senza proiettare vivo un disagio e non la magia che tanto ho sognato. Bel dilemma interiore. La razionalità ovviamente non trova spazio per indirizzare la mia anima.