Crederci o non crederci…

…la natura fa il suo corso e noi ci accaniamo con tutti i mezzi medici che sono in nostro possesso per ottenere cioè che vorremmo dal nostro corpo…e siamo disposti a soffrire, a sentire tutte le scuole di pensiero mediche esistenti, a farci infarcire la testa per poi fermarci, svuotarla e riempirla nuovamente con delle idee messe in fila. Eppure nonostante tutto questo lavoro di pazienza e razionalizzazione non sempre tutto va tutto come noi vorremmo. La natura fa da padrona, decide per noi, possiamo aiutarla, ma anche questo è spesso solo illusorio…

Il timpano di C non si sta riemargonando, pare resti solo la chirurgia come soluzione, cuore di mamma prima ferito ora guerriero (ma ancora un consulto vado a farlo!).

Io mi sto sottoponendo a delle cure che nemmeno immaginavo, non avevo ben capito, era una prescrizione su un foglio, ma poi arrivi a casa e questo figlio lo leggi perché tocca iniziare, è una bombardata di medicinali. Sono in ballo e ballo, ma stento davvero a crederci, ma mi sono imposta di non mollare, di non fare modifiche al protocollo. 

Insomma va così 

…ma stavolta non ci casco…promesso!

…e ogni maledetta volta che ti scappa la pipì ci tufferesti dentro 15 euro di test di gravidanza anche se sai che è sempre dannatamente negativo e sai anche quanto male ti fa ogni negativo, i 5 minuti di attesa, il guardarlo in controluce per scorgerci qualcosa…ma quella lineetta non ne vuol sapere di comparire. Eppure quella speranza in fondo al cuore ogni volta ti frega. Ma stavolta vince la razionalità sull’istinto. Mi rifiuto di patire perché vado per l’ennesima volta in bianco…e no eh!

Summer Tag 2015

Grazie di cuore a mrsbean73 che mi ha nominato in questo simpatico gioco quiz dell’estate e Iris & Periplo che lo hanno ideato.

sono contenta di essere stata nominata 😉

Queste le regole:

citare il blog che vi ha taggati e quello che ha ideato il tag

utilizzare l’immagine del tag

nominare (ed avvisare) altri cinque blog

indicare le vostre preferenze estive in tema di abiti, calzature, creme solari, piatto,  gelato e canzone dell’estate.

NOMINO (naturalmente se lo desiderano e in massima libertà ;-)), e mi scuso con chi lo ha già fatto….non ho avuto modo di fare un controllo in ciascun blog….

orchideabliss

cristinadellamore

Laura

alessialia

danitrip77

ABITI: uso gli stessi abiti estate e inverno…ossia maglietta e gonna o vestito….ovviamente in tessuti leggeri. Odio il lino.

CALZATURE: solite ballerine e le immancabili Birkenstock

CREME SOLARI: ebbene si, anche se il mio fenotipo è chiaro mi abbronzo e parecchio, uso la protezione 30 o la protezione 50 finché mi ricordo…poi il nulla, la condizione essenziale è che siano creme morbide, ben spalmabili. Sul viso protezione altissima sempre

PIATTO:  caprese (solo con mozzarella di bufala però!9 focaccia a non finire, anguria il tutto la sera annaffiato da litri di buon vino bianco freddo e fruttato (guai se ha le bolle!).

GELATO:  viola, pistacchio, torroncino

CANZONE: e anche d’estate Finardi è con me 🙂

Lavoro lavoro lavoro

…un bel lavoro, quello che avevo sognato…ma in questa settimana per due volte non ho saputo rinunciare ad una riunione in favore della recita delle mie due bimbe. Cose che restano incise nel loro cuore. E me ne pento. Ma quando sono lì non riesco ad andarmene. Se alle 18 azzardassi una frase tipo “io andrei per motivi familiari” o “io andrei perché c’è la recita di mia figlia” mi appiopperebbero subito il bollino di “mammina” che è uno degli appellativi che viene usato con maggior disprezzo nel mio posto di lavoro. E io sono sempre tesa tra chi sono, chi vorrei avere il coraggio di essere e la lacunosa mammaIgi che mi riesce di essere. 

Oggi, domenica, dovevo andare a lavorare un paio d’ore. Le mie cucciole, che nonostante tutto mi amano infinitamente, han voluto venire con me…e le ore di lavoro in laboratorio di domenica si sono trasformate in ore felici per ciascuna di noi tre…. 

 

La mia verità sul lavoro e mammità

È dura essere donne. Cresciamo alla pari degli uomini, mediamente siamo migliori di loro a scuola più volenterose e  poi puntigliose  perché vogliamo farci valere (antichi retaggi). Si inizia a lavorare e si è circa sullo stesso piano, poi iniziano le discriminazioni perché siamo donne, patiamo notevolmente, ma il dono della maternità (beata chi lo ha) ci rimette in pace col mondo, ci facciamo una ragione delle discriminazioni di sesso subite al lavoro, in fondo noi generiamo la vita, la culliamo, la nutriamo e questo ci fa scalare le sfere più alte dell’universo. I figli crescono, li guardiamo ammirati, li abbiamo davvero creati noi, intanto si torna a lavorare a tempo pieno dando tutte noi stesse nuovamente e le discriminazioni sul lavoro sono ancora lì e se possibile pesano in modo violento. Nel frattempo i nostri compagni sono diventati genitori quanto noi ma non hanno mai mollato il tiro sul lavoro e ovviamente non sono mai stati discriminati in quanto padri, sono le madri ad essere discriminate. Questi padri si sentono il mondo in mano, sperabilmente hanno la loro carriera finalmente in mano, una moglie che lavora e manda avanti il ménage familiare tra le sue 1000 frustrazioni e dei figli, i loro figli. 

Non vorrei essere uomo per nemmeno un secondo…ma che abisso che ci separa…come è facile per (alcuni di) loro sentirsi il mondo in mano….

Sensi di colpa

io sono una mamma easy going.

Vivo le mie figlie come un’estensione di me stessa, poche ansie, molto sportiva nell’approccio verso di loro fin dal giorno della loro nascita. Ho dalla mia che finora (tiè) hanno avuto solo banali malanni. Ma stavolta le cose sono un pochino più complicate. C ha avuto otite, son stata stranamente diligente e l’ho portata subito dalla pediatra, prescrizione di antibiotico 10gg poi riprendere vita normale, compreso il nuoto, e così ho fatto…ma a quanto pare la perforazione del timpano non era affatto guarita, domenica mattina (scorsa) sangue sul cuscino, corsa al P.S. e visita da medico incompetente, non vede la perforazione ma le prescrive comunque altro antibiotico. Eseguo. Fortunatamente per una volta ho avuto un eccesso di scrupolo, quel l’orecchio non mi piaceva e sono andata dall’otirino: C non ha più il timpano! Ansia, magone e sensi di colpa a non finire. Sto seguendo pedestremente la prescrizione datami per cercando di salvare il salvabile, tra 20gg riguarda quel tenero orecchio malaticcio e ci dice se c’è speranza o meno. Io so che “è solo un orecchio”, ma ho una spina nel cuore, è la mia C, il mio dolce amore, e vederle tutti i giorni la manica della maglietta insanguinata mi pugnala il cuore. Faccela piccola C, faccela, io sto facendo del mio meglio … di alle celluline del tuo orecchio di lavorare bene… ancora 2 lunghe settimane al verdetto. La mia C è così fantastica, è un dono incredibile, non si merita un orecchio mal ridotto…aggiustati orecchietto… aggiustati…

 

Se fai tu la torta di compleanno per i tuoi figli sei una mamma migliore 

ma quando mai??? 

Eppure ho il maledetto vizio di verla fare io che ho poche capacità e poco tempo. Ogni anno giuro che non lo farò più, che non c’è alcun valore aggiunto nel farla io nervosa e con dubbi risultati e comprarla buona e bella a fatica zero…eppur ogni volta ci ricasco, mi viene da pensare che le mie bimbe si aspettino la torta fatta da me…ma probabilmente è solo un film che mi faccio io….

….ieri festa. La torta a due piani è CADUTA a causa del caldo, riarrangiata  più o meno civilmente. 

G&C felici

  
….e ringraziando il cielo per un anno non se ne parla più!

Il prossimo anno PASTICCERIA!

Mi piacerebbe dirvi che sto così bene che tocco il cielo con un dito 

….eppur non riesco a dirlo. Ieri è stata una giornata incantata. 

Sarebbe enormemente più semplice mentire a me stessa ma non ho alcuna intenzione di farlo.

Giornata iniziata in modo burrascoso perché sul cuscino di C c’era del sangue –> corsa al P.S. pediatrico “otite emorragica, ma con le dovute precauzioni e prendendo antibiotico subito andate pure in spiaggia”. E così è stato. Mare che più bello non si può, primi bagni, aria fresca, figlie felici, buon cibo, gioco allo sfinimento…

   

R padre presente e giocoso.

La sera luna piena in cielo, cena in terrazza, noi 4 e il nulla intorno e poi un’ora nel giardino a giocare con un’infinità di lucciole, una magia davvero per noi bui cittadini.

Tutto magico ma.

ma è bello vedere le figlie star bene col loro padre, è ancor più bello vedere un uomo che ha sempre solo saputo immaginare un mondo al maschile (perché da lì proviene) sapersi rigiocare nel nostro gineceo, ma la vita avrebbe tutto un altro sapore se anche solo per un minuto avessi sentito accanto a me un compagno oltre che al padre delle mie figlie. Siamo diversi e qui c’è poco da fare, io farei mille piccole follie, che follie non sono, sono solo piccole deviazioni dalla perfetta routine che non mi appartiene. Ho visto il tramonto sul mare e volevo fermarmi a cenare in un qualsiasi ristorante a picco sul mare per mangiare bere e godere dello spettacolo della natura che ancora mi toglie il fiato, ma questo usciva dal suo schema, e quindi no; avrei bevuto vino gelido in spiaggia, perché fa bene alla gola e al cuore, ma “bevilo tu se ti va”; avrei fatto la mia solita cosa di bere i due cappuccini al bar perché mi piace farlo invece di “cappuccino e briosh” ma lo sguardo severo di R mi ha fatto passare la voglia perché le parole che avrei sentito a seguire sull’alimentazione equilibrata non avevo voglia di ascoltarle; avrei comprato un nuovo set di secchielli alle bimbe visto che hanno scordato i loro (nuovi!) a casa, che non è educativo ma che per me in una giornata speciale ci sta, e invece lo sguardo di diniego di R dinnanzi a questa proposta sussurratagli nelle orecchie perché voleva essere una sorpresa per le cucciole mi ha spinta a posare subito quel (magnifico!) set da gioco da spiaggia. 

Avrei voluto giocare con R in spiaggia, non solo col le bimbe, ma per farlo bisogna sempre essere in due…