40 anni e mezzo

e li sento, tutti.

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E’ incredibile, ma allo scattare dell’ora X, i 40 anni, compiuti nell’ottobre 2014 ho iniziato ad avere degli acciacchi fisici, prodromici alla vecchiaia, ma il problema non è quello, almeno non per ora, sono acciacchini.

Devo ripercorrere qui un pezzo della mia storia per capire come ci sono arrivata ai 40, non ho mai avuto paura del tempo che passa, ho sempre vissuto con gioia lo scorrere degli anni, non rivivrei nemmeno un solo giorno di quelli passati, il passato è la mia base, guardo al domani, son sempre pronta a giocarmi e rigiocarmi, amo quelle macchiette che ho sulla pelle delle mani, mi dicono che non sono più una ragazzina sprovveduta, ma sono una donna. Da sempre ascolto con vivo interesse ‘quelli più grandi di me’ che mi piacciono, ho molta fiducia nelle loro parole e questa fiducia è sempre stata vincente, mi ha preparata alla vita. I 40 anni mi sono stati raccontati come anni d’oro. Una donna è nel suo massimo splendore, non è una ragazzina e non è nemmeno ‘passata’ (passatemi il termine). Ha raggiunto i suoi obiettivi lavorativi, familiari e sociali e da qui in poi ha solo da consolidare. Eppure io non mi sento tutto ciò, non so nemmeno più da che parte sono girata. Nel giugno dei 39 anni avevo una pancia abitata, camminavo ‘3 metri sopra il cielo’, sognavo un compleanno con una pazerotta da potermi gustare nel mio 40esimo anno, che mi davo come età border line per poter avere il tanto sognato terzo figlio, avevo lasciato alle spalle gli incidenti passati e guardavo al futuro con fiducia. Quella pancia l’ho persa ad un paio di mesi prima dei 40 anni e come al solito la sera stessa ero nuovamente in piedi a guardare al futuro calpestando il passato che fa male. E’ scattato il giorno X. Io che in genere trovo qualsiasi occasione al mondo per festeggiare, non ho avuto nessuna voglia di festeggiare, la sola cosa che avevo voglia di fare era stare in casa con le mie bimbe. A 40 anni e un mese ho avuto la fortuna di un’altra pancia abitata, ma anche quella è andata perduta, e questi 40 anni diventano sempre più pesanti. Mi sono fatta uno sconto e mi sono detta che forse 40 anni non è proprio l’età limite limite limite che mi do per avere un terzo figlio, che forse anche 41-42 vanno bene…e intanto il tempo passa.

Anche il lavoro su cui ho tanto investito non da i frutti sperati, ho scelto una strada lavorativa in netta salita, dove per arrivare ci si deve far spingere da qualcuno, e sono ancora qui a 40 anni e mezzo che navigo a vista ma con un ansia in più alle spalle, non mi sento il mondo in mano come mi sentivo a 30 anni, ho una famiglia, non sono più pronta a partire e riniziare sul lavoro dando il 100% perché sono prima una mamma e poi una scienziata, e questo è un punto fermo.

Il resto della famiglia, facendo i dovuti scongiuri, va bene, qui si che ho ‘solo da consolidare’ e da sperare che mio marito riesca a vedere in me ogni giorno quel che vedeva in me 12 anni fa e non si faccia abbagliare dalla vita intorno e che io abbia voglia di ‘svegliarmi ogni mattina come se ci incontrassimo la prima volta, di lavarmi i denti con lo stesso spazzolino,di strofinarmi con lo stesso guanto di crine, di asciugarmi con lo stesso asciugamano,di sedermi sull’asse del gabinetto ancora calda di lui. Di imburrare le tartine con lo stesso coltello e di leccarmi sulle dita la stessa marmellata ascoltando le ultime notizie sulla stessa stazione radio.’ (libera interpretazione di uno scritto di Georges Wolinski). Ma la famiglia sono anche i miei genitori, le mie radici, e sono così vecchiarelli, perdono colpi a e la paura del loro futuro mi toglie il fiato.

L’ultimo punto dei miei 40 anni e mezzo che sento in modo forte è un aspetto più complicato, forse il più infelice, ma l’unico in cui sto rispettando le mie aspettative su chi mi sarei aspettata di essere a 40 anni. Sto vivendo con mano che la vita non è eterna, perché dei conoscenti scompaiono e perché purtroppo , per nel mio lavoro vedo spesso pazienti giovani che non ce la fanno, ecco, l’ho sempre saputo ma solo ora l’ho capito e accettato senza se e senza ma.

Ho ancora molto da lavorare su chi pensavo sarei stata a 40 anni (e mezzo), ma se avrò fiducia rischio di potercela fare.

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8 thoughts on “40 anni e mezzo

  1. Anch’io sono sulla soglia dei 40. L’immagine che abbiamo noi di come dovrebbero essere i 40 anni, è quello dei nostri genitori. Con una famiglia, con un lavoro solido, una casa, uno stipendio fisso…ecc purtroppo noi di solido non abbiamo niente! Dobbiamo barcamenarci nell’incertezza di tutto. Mi dispiace dire cose così tristi..ma é la veritá nuda e cruda!! Ritieniti fortunata che sei riuscita ad avere due figli, c’é chi non riesce ad avere o a mantenere nemmeno quelli!!
    Bea

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