taccio perchè…..

…sono giorni duri…sto facendo il giro delle sette chiese o meglio dei mille ginecologi….il desiderio di terza maternità non si attenua e più desidero più il corpo viaggia tutto per i fatti suoi…e la mia testa reagisce infilandosi in loop di dipendenze di svariato tipo. impossibile a questo punto dei fatti discernere tra desiderio di maternità ed accanimento. il solo consiglio che mi darei è ‘take it easy’ ma ovviamente non so farlo, e poi sono ormai una quarantenne da un po’….e la natura su queste cose non scherza…..

Io che …

  (Dal web)

…amo vestirmi in modo eccentrico;

Io che amo mangiare così come viene;

Io che anche in casa da sola mi vesto come se dovessi andare al ballo del debutto;

Io che colmo i buchi dell’anima con cibi golosi.

Non sono io in questa foto ma mi sento tanto io…

Mum’s day

oggi è la festa di chi ha avuto la fortuna di essere mamma, la gioia di veder capovolto il mondo da un esserino di un paio di chili che sa solo piangere, mangiare e fare la pipì e la popó…ma a breve il primo sorrisino sdentato, e poi le prime interazioni e poi e poi e poi e poi nuovamente mamma e poi e poi e poi… e oggi hanno 3 e 5 anni e ogni giorno con loro riesce ad essere più bello di quanto fosse stato quello prima che era già il più bello del bello.

La mammità è gioia a 360 gradi, emozione. 

Ieri ho per la prima volta toccato con mano che mammità può anche essere imparare a fare ciò che non faresti per proteggerle dal mondo, ci lavorerò.

Stamattina. Mi han bendata e mi han dato i miei regali, pendevano dalle mie labbra per vedere la mia reazione perché hanno fatto il meglio che sapevano fare per farmi felice, ed hanno fatto due vere opere d’arte. E così anche oggi hanno saputo emozionarmi…abbracci stretti e lacrime a stento trattenute….

  
Grazie di esistere stelline mie.

” La madre è sublime perché è tutta istinto. L’istinto materno è divinamente animale. La madre non è donna, ma femmina”

Victor Hugo

Se un uomo ti insidia…

….e con ‘insidia’ intendo ti sta addosso, in modo incalzante, senza che a te faccia piacere, non esalta in alcun modo il tuo ego, anzi sta violando il tuo spazio, ti senti con le spalle al muro … è mandatario dar fiato alla bocca e dire esplicitamente “mi lasci stare, mi da fastidio”. Ecco, non ho mai imparato a farlo, so solo dileguarmi. Una forma di “educazione” che non mi fa uscire dalla bocca quelle paroline magiche, anche se desidererei fuggire, asseragliarmi nello spazio che è solo mio. 

Oggi ho dato dimostrazione di non aver ancora imparato davanti alle mie figlie. È stata un’esperienza infelice al quadrato.

What’s in my bag?

Sono assolutamente una neofita di questo mondo e questo è il primo tag cui partecipo (oppure si dice ‘è il primo tag che faccio’? bohhhh)…questo Tag è stato ideato da Laura del blog http://bellezzainthecity.com, e non posso che ringraziare Francesca di https://momfrancesca.wordpress.com per avermi nominata.

inizio ….

Di cosa si tratta?

Questo tag vuole farci conoscere cosa contiene la borsa di una donna in base alle proprie esigenze o abitudini.

Ecco le regole per partecipare:

  1. Ricordate di menzionare e ringraziare chi ha creato il tag e chi vi ha nominato
  2. Scegliete e spiegate quali prodotti portate sempre con voi nella vostra borsetta
  3. Nominate almeno 5 altre bloggers e informatele del tag

dunque…prendo coraggio ed apro la mia borsa, anzi, prima ve la mostro.

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Uso sempre e solo dei borsoni che stento a chiudere. Devono obbligatoriamente avere la tracollo. Cammino curva sotto il peso di questi borsoni in cui raccolgo ciò che è per me indispensabile per la mia sopravvivenza fuori casa. Credo sia opportuno sottolineare che lavoro in un ospedale che si trova nel mezzo del nulla dove passo tutta la mia giornata, quindi ciò che non mi sono portata da casa non lo posso trovare nel supermercatino fuori dall’ospedale…

uso la stessa borsa tutti i giorni, anche se esco la sera. Ho mille borse, ma alla fine uso sempre le stesse 3-4 che faccio ruotare durante l’anno (come dire che al cambio stagione faccio anche il cambio borsa).

C’è uno zoccolo duro di roba che non tolgo mai e una minima parte che invece metto e tolgo a seconda che sia un giorno da lavoratrice o un giorno da mamma (alias un giorno feriale o un giorno di festa).

Partiamo dallo zoccolo duro:

– portafogli

– i-phone

– chiavi auto e chiavi di casa

– bustina porta medicinali (antistaminico/antidolorifico/pasticchine magiche per dormire perché si sa mai che mi trovi a dormire in giro- ma quando mai?????-) e key per accedere all’account bancario

– bustina con tutte le tessere fedeltà del mondo

– i-pod

– batteria usb

– filo caricabatteria

– occhiali da sole

– 3 chiavette (3????) memoria usb

– agendina dove segno le frasi che non voglio scordare

– penne colorate

– rossetto

– spazzola per capelli

– qualche paio di orecchini

– fazzoletti

– salviette umide

– 1 assorbente

– mille elastici per i capelli

– agendina per far disegnare G&C nel momento del bisogno

– una carta di cuori trovata mille anni fa

– una conchiglia reglatami dalle bimbe

– disegni che mi regalano G&C

– qualche caramella

– una maglia di riserva di lana (semre semrpe sempre, anche ad agosto)

– ombrello portatile

– cappello per la pioggia

e mi sembra che sia già tanta roba…..ma passiamo alle altre due liste:

giorni feriali:

– agenda

– papers da leggere

– laccio emostatico (sembra folle da scrivere….ma è da qualche mese che stiamo provando nuovi metodi per separare il sangue, lascio tutto il kit al lavoro, ma il laccio è il primo che ho avuto e non voglio perderlo, quindi me lo tengo in borsa)

– coke e generi di conforto per me

giorni festivi:

– tablet con cartoni animati (per i viaggi in auto)

– pannolino (C se si addormenta in auto talvolta si fa ancora la pipì addosso…..)

– bottigliette di acqua

– crackers per le cucciole

– felpa in più per le bimbe

– bustina con cerotti e salvietta disinfettante

– mini astuccio con dei colori

– mille varie ed eventuali di G&C che spaziano dai giochi, ai libri, alla corona da principessa e chi più ne ha più ne metta

– libro per me (nella vana speranza di leggere qualcosa mentre G&C sono al parco o simili)

UNA FOLLIA!!!!!!!!!!!!!!

ecco tutto…..ora faccio le prime nomine della mia vita, inutile dire che potrei anche trovare qualcuna che lo ha già fatto…nel caso…sorry!

https://laurarosa3892.wordpress.com/

https://mammaconlavaligia.wordpress.com/

http://crazyaliceinwonderland.com/

https://comeunaporta.wordpress.com/

https://progettofelice.wordpress.com/

40 anni e mezzo

e li sento, tutti.

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E’ incredibile, ma allo scattare dell’ora X, i 40 anni, compiuti nell’ottobre 2014 ho iniziato ad avere degli acciacchi fisici, prodromici alla vecchiaia, ma il problema non è quello, almeno non per ora, sono acciacchini.

Devo ripercorrere qui un pezzo della mia storia per capire come ci sono arrivata ai 40, non ho mai avuto paura del tempo che passa, ho sempre vissuto con gioia lo scorrere degli anni, non rivivrei nemmeno un solo giorno di quelli passati, il passato è la mia base, guardo al domani, son sempre pronta a giocarmi e rigiocarmi, amo quelle macchiette che ho sulla pelle delle mani, mi dicono che non sono più una ragazzina sprovveduta, ma sono una donna. Da sempre ascolto con vivo interesse ‘quelli più grandi di me’ che mi piacciono, ho molta fiducia nelle loro parole e questa fiducia è sempre stata vincente, mi ha preparata alla vita. I 40 anni mi sono stati raccontati come anni d’oro. Una donna è nel suo massimo splendore, non è una ragazzina e non è nemmeno ‘passata’ (passatemi il termine). Ha raggiunto i suoi obiettivi lavorativi, familiari e sociali e da qui in poi ha solo da consolidare. Eppure io non mi sento tutto ciò, non so nemmeno più da che parte sono girata. Nel giugno dei 39 anni avevo una pancia abitata, camminavo ‘3 metri sopra il cielo’, sognavo un compleanno con una pazerotta da potermi gustare nel mio 40esimo anno, che mi davo come età border line per poter avere il tanto sognato terzo figlio, avevo lasciato alle spalle gli incidenti passati e guardavo al futuro con fiducia. Quella pancia l’ho persa ad un paio di mesi prima dei 40 anni e come al solito la sera stessa ero nuovamente in piedi a guardare al futuro calpestando il passato che fa male. E’ scattato il giorno X. Io che in genere trovo qualsiasi occasione al mondo per festeggiare, non ho avuto nessuna voglia di festeggiare, la sola cosa che avevo voglia di fare era stare in casa con le mie bimbe. A 40 anni e un mese ho avuto la fortuna di un’altra pancia abitata, ma anche quella è andata perduta, e questi 40 anni diventano sempre più pesanti. Mi sono fatta uno sconto e mi sono detta che forse 40 anni non è proprio l’età limite limite limite che mi do per avere un terzo figlio, che forse anche 41-42 vanno bene…e intanto il tempo passa.

Anche il lavoro su cui ho tanto investito non da i frutti sperati, ho scelto una strada lavorativa in netta salita, dove per arrivare ci si deve far spingere da qualcuno, e sono ancora qui a 40 anni e mezzo che navigo a vista ma con un ansia in più alle spalle, non mi sento il mondo in mano come mi sentivo a 30 anni, ho una famiglia, non sono più pronta a partire e riniziare sul lavoro dando il 100% perché sono prima una mamma e poi una scienziata, e questo è un punto fermo.

Il resto della famiglia, facendo i dovuti scongiuri, va bene, qui si che ho ‘solo da consolidare’ e da sperare che mio marito riesca a vedere in me ogni giorno quel che vedeva in me 12 anni fa e non si faccia abbagliare dalla vita intorno e che io abbia voglia di ‘svegliarmi ogni mattina come se ci incontrassimo la prima volta, di lavarmi i denti con lo stesso spazzolino,di strofinarmi con lo stesso guanto di crine, di asciugarmi con lo stesso asciugamano,di sedermi sull’asse del gabinetto ancora calda di lui. Di imburrare le tartine con lo stesso coltello e di leccarmi sulle dita la stessa marmellata ascoltando le ultime notizie sulla stessa stazione radio.’ (libera interpretazione di uno scritto di Georges Wolinski). Ma la famiglia sono anche i miei genitori, le mie radici, e sono così vecchiarelli, perdono colpi a e la paura del loro futuro mi toglie il fiato.

L’ultimo punto dei miei 40 anni e mezzo che sento in modo forte è un aspetto più complicato, forse il più infelice, ma l’unico in cui sto rispettando le mie aspettative su chi mi sarei aspettata di essere a 40 anni. Sto vivendo con mano che la vita non è eterna, perché dei conoscenti scompaiono e perché purtroppo , per nel mio lavoro vedo spesso pazienti giovani che non ce la fanno, ecco, l’ho sempre saputo ma solo ora l’ho capito e accettato senza se e senza ma.

Ho ancora molto da lavorare su chi pensavo sarei stata a 40 anni (e mezzo), ma se avrò fiducia rischio di potercela fare.

Week end di matrimonio

  La mia amica Ló si è sposata. Vive ad Hidelberg da 8 anni e con T (italianissimo) hanno un bimbo di 1 anno e mezzo. Ieri si sono sposati. Una festa indimenticabile, dove la parola d’ordine credo sia stata “consapevolezza”. Cerimonia civile in uno spazio di mondo affacciato sulle Langhe, sole, vento, lacrime di gioia, tanto buon vino e buona musica suonata dagli invitati. 

Hanno 40 anni gli sposi ma non sono due “reduci” sentimentali, si sono scelti e voluti. 

Ha celebrato un amico. Ognuno degli invitati che ha desiderato farlo ha potuto esprimersi, nessuna formalità. 

È iniziato a mezzogiorno e continuato fino a notte, bambini compresi. Vino a fiumi, amici di ogni nazionalità, tradizioni matrimoniali attinte da tanti posti nel mondo. Gioia che si poteva toccare con mano. Tutto easy. Tutto consapevole. Un Matrimonio vero. Poi tutti a dormire sparsi per le Langhe e stamattina tutti nuovamente insieme nella piazza del Municipio per legalizzare in modo definitivo il tutto. 

Impossibile non ripercorrere la propria vita matrimoniale davanti a questo Matrimonio…come ne sono uscita? Boh …. si sale e si scende ma comunque siamo ancora qui.