Riflessioni di un mercoledì pomeriggio 

Lunga chiacchierata telefonica (ho sempre ore in auto da fare) con la mia amica separata ufficialmente ormai da 5 anni. L’ex marito era il classico family man, ma poi ha scelto di ribaltare tutto e mettersi con la sua collega giovane e figa con cui sta tuttora. La mia amica e l’ex marito hanno una figlia. Lei ha disperatamente cercato un fidanzato, si è poi accontenta di certo Tizio, un bravo ragazzo ma dove la scintilla non c’è mai stata. Come dice lei: sembriamo due reduci. È vero. Ma ci va troppo coraggio per lasciare il tiepido Tizio più simile ad un fratello che ad un compagno per cercare un amore caldo o anche accettare di non trovarlo. Io non so consigliarla. Mi ha obbligata a riflettere su quanto io e ciascuna moglie stia con il suo marito/compagno perché è parte del progetto della sua vita rispetto a quanto lo sceglierebbe ogni giorno se non ci fosse un progetto alla base, e ci siamo dette che davanti ad una domanda del genere in tante se ne esce con le ossa rotte, poi è chiaro che non si può fare questa proiezione in modo completo perché i figli esistono, le nostre scelte di ogni tipo sono state condizionate dal progetto famiglia … ma ogni tanto fa bene ragionarci un po’. Per la mia amica sogno che tamponi senza danni seri con un uomo separato che le accenda il cuore e sia in cerca di una donna come lei … la storia dei 2 reduci mi fa tristezza, ma non che tante altre storie di “famiglie regolari” mi facciano più allegria. Guardo agli altri e guardo anche a me. 

Chi si accontenta gode.

Chi non risica non rosica.

Se solo sapessimo di saper bastare a noi stesse sarebbe tutta un’altra musica… 

Tanta ammirazione a chi quella forza la ha saputa trovare!

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2 thoughts on “Riflessioni di un mercoledì pomeriggio 

  1. Sono stata con un uomo per 18 anni, l’abrei riscelto ogni giorno, anche quando ci siamo feriti, non ho mai smesso di amarlo, una parte di me lo amerà sempre, anche se poi è andato tutto nel peggiore dei modi. Ora non mi accontento, non posso farlo a me stessa. Certo la solitudine fa paura, a volte è intollerabile ma me ne andrò sempre se sentirò di essere nel posto sbagliato. Questo lo devo a me stessa.

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