una giornata diversa

Questa foto è un po’ sfocata ma rappresenta C nella sua essenza. Una donnina, se la gode a chiacchierare io e lei sedute davanti ai nostri cappuccini mentre G corre al piano di sopra del locale ad esplorare come è fatto, va nei bagni a sentire che profumo ha il sapone mentre io e C intanto chiacchieriamo di regine principesse e castelli, ma anche del suo maestro di nuoto che quando lei lo abbraccia perché ‘non riesce a stare a gallo’  le dice ‘io sono già fidanzato’, e lei allora ride e beve ancor di più. C vuole solo mettere le gonne perché ‘mica sono un maschio io’, mentre G le gonne le mette solo per fare un favore a me, perché vuole che io e lei si sia uguali, ma anche se siamo tanto ma tanto tanto uguali, le nostre idoli in qualcosa non son perfettamente sovrapponibili…e va anche bene così, anzi meglio così direi. G è già una bimba grande e a tratti indipendente, ma così emotivamente fragile … C è ancora piccina ma è una piccola roccia, vuole diventare grande per potersi mettere la mia roba (vestiti e orecchini in particolare) ma non vuole sposarsi ‘perché tanto i principi non esistono’ e a poco valgono le mie parole che le dicono che il suo papà per me è il mio principe, perché lei ribatte che comunque lui non è un principe… e forse lei in tre anni e mezzo ha capito molte più verità di quante non ne abbia capite io in 40 anni.

Dopo 2-3 settimane di follia lavorativa che mi aveva largamente allontana dalla mia quotidianità con G&C, ieri ho finito un lavoro importante (e senza ricevere nemmeno grandi soddisfazioni, ma questo è un enorme capitolo a parte). Per oggi avevo un programma serratissimo che prevedeva di portare le bimbe a scuola alle 0740, andare a far la tinta ai capelli ormai indecenti alle 0755, il parrucchiere mi avrebbe poi lasciata lì nel negozio ancora chiuso, sarebbe andato a prendere i figli a casa e li avrebbe portati a scuola per poi venire ad aprire il negozio, togliermi il colore, poi di corsa in lab ecc ecc …. ma alle 5am mi sono svegliata con la solita frenesia lavatricelavastivigliestendinopreparamilpranzotirarfuoriletirarfuorileborsedanuotoetuttoilresto e sapete che ho fatto? Ho detto “oggi anche no”. Ho mandato un messaggio al lavoro dicendo che oggi non ci sarei stata e un messaggio al parrucchiere dicendogli che avremmo fatto le cose in orari umani e invece di saltare rapida fuori dal letto mi sono girata dall’altra parte e ho ancora dormicchiato …quando si sono svegliare G&C ho annunciato che oggi era “la nostra giornata”: niente lavoro per me e niente materna per loro. Siamo andate a fare colazione in un bar che si atteggia a bistrot parigino, poi commissioni, comprati libri da colorare per loro in modo che avessero da fare durante la vicenda parrucchiere, quindi parrucchiere. Abbiamo pranzato con calma, ci siamo messe tutte e tre nel lettone a vedere Pomi D’Ottone e Manici di Scopa e ci siamo addormentate tutte tre guardando il film sotto la copertina di pile. Sveglia, 4 quadretti di cioccolata di merenda e poi piscina, sono entrate felici e hanno nuotato senza patire come invece spesso accade, ora sto aspettando che escano…per cena non c’è nulla di pronto…quasi quasi andiamo a fare un apericena noi 3, tolgo il ‘quasi quasi’, lo facciamo e basta. 

 Mi piace in modo superlativo essere la loro mamma.

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3 thoughts on “una giornata diversa

  1. Il tuo post mi ha ricordato un aneddoto che raccontava spesso mia nonna.
    Lei diceva che da bambina aspettava tutto l’anno che arrivasse il Natale, perché sapeva che per quella festa le sarebbe stato regalato un cioccolatino. Allora quel minuscolo pezzo di cioccolata era un lusso inimmaginabile, che ci si poteva permettere appunto soltanto una volta l’anno. Adesso invece, diceva mia nonna, se ho voglia di un po’ di cioccolata vado al supermercato e me ne compro una stecca larga così e spessa così per un euro e spiccioli.
    Mia nonna ci faceva questo paragone per farci capire che adesso ogni giorno é festa, ogni giorno é Natale, perché ora possiamo permetterci di fare tutti i giorni delle cose che soltanto pochi anni fa erano delle comodità inaccessibili. E quindi finiamo per darle per scontate, non le apprezziamo nella giusta misura e non siamo mai contenti. Sei d’accordo?

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