la libertà di essere chi sono

di vivere la vita che voglio , ma soprattutto di essere la mamma che voglio essere.

io G&C siamo quelle che entrano alla materna sempre correndo, e sorridiamo sempre durante questa corsa, anzi ridiamo a crepapelle e tutti ci guardano perché in quel momento stiamo esprimendo la libertà del trittico che siamo, con le nostre abitudini e i nostri riti e questo è un rito di gioia, di sfogo, di esorcizzazione dell’ ‘andareascuola’ che per definizione non ha mai divertito proprio nessuno.

Oggi dopo avere lasciato alla materna G&C son andata a comprare il pane (sempre correndo, è ovvio) perché erano ormai 4 giorni che mangiavamo pane diventato secco e ho finalmetne avuto modo di guardare e fotografare una bici parcheggiata da almeno una settimana all’angolo opposto al panettiere, viene usata durante il giorno da una signora, mi dice la panettiera, e poi riparcheggialta lì ogni sera. la bici di una matta potrebbe dire qualcuna, la bici di una donna che non ha timore di esprimere ciò che sente, e io mi sento così tanto come la sua bici…

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