Family day campestre

 

quando se non ti sporchi non ti diverti 

quando si fa tutto ciò che si vorrebbe fare tutti i giorni ma non si può 

quando un pacchetto di cracker frantumati condiviso riesce ad essere tanta roba 

quando osservi le tue figlie in bici da sole e per un picosecondo ritorni con la mente a quando ancora le tenevi in pancia 

quando tutto sembra facile, forse possibile

quando tutto ha una posizione nella tua vita e tutto ha un senso 

Domani è lunedì, ed è il primo lunedì di ora legale…non ho idea di come come sopravviveremo?

Ma l’amore vero esiste per davvero?

Uhhhhhhh come se la mia testa e il mio cuore fossero trasparenti e tu avessi letto ciò che penso e sento o sento e penso, e l’hai espresso in maniera sublime!

Viaggi Ermeneutici

Prendendo spunto da un bel post della mia amica teverdenuvole (qui http://teverdenuvole.wordpress.com/2014/01/23/se-lamore-fosse-una-sveglia/ e se non vi siete iscritti al suo blog fatelo subito, perché è bellissimo!) e da qualche chiacchiera con la mia amica Ipunto, che già avete avuto modo di conoscere qui (http://giacani.wordpress.com/2014/01/05/i-il-rubinetto-della-doccia-e-la-domanda-kantiana/), mi è venuto in mente di intrattenervi sul tema: ma esiste l’amore vero?

Che poi, a pensarci bene, sarebbe una domanda assai strana. Come dire, esiste la Basilicata vera? Se esistesse l’amore vero si distinguerebbe dall’amore falso, come dire appunto che se esistesse la Basilicata vera, esisterebbe anche la Basilicata falsa. Ma considerato che darei per certo il fatto che non esiste una Basilicata falsa, si darebbe che non esiste neanche una Basilicata vera. Voi mi direte, ma che c’entra la Basilicata con l’amore?  Nulla. A meno che voi non siate nati a Montalbano Jonico e non abbiate trovato lì la donna della vostra…

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Questo post duro per me

che richiede un lunghissimo preambolo: non sono esattamente una neofita del blogging. Ho un blog di lunga data nascosto nei meandri della rete, in luoghi molto meno affollati di questo. È una sorta di diario, di memoria per le mie figlie e lì son raccontare gioie e dolori di MammaIgi nelle sue vesti di madre. La parte dei dolori è quella di 5as a seguito della nascita di C. Come dice R i figli li abbiamo sempre voluti ma mai cercati, eppure sono per fortuna sempre arrivati, anche se ormai troppe volte ci sono scivolati via, ma teniamo botta. G&C sono immense nelle nostre vite e con loro siamo talmente ricchi che più ricchi non si può.

Arriviamo ai fatti di oggi (di ieri in realtà).

L’ultimo as risale a gennaio, è stato durissimo perché è stato un parto indotto invece di un raschiamento, un dolore tremendo al cuore.

Accade che avvengono gli as e io vado avanti sorridendo, mi faccio forza violentandomi ma non perdo il sorriso, una volta due tre … ogni volta mi rimetto in pista con una discreta fatica per affrontare la mia vita che c’è ed è felice e per un’eventuale altra gravidanza. Questa volta è più difficile perché le condizioni fisiche non sono ottimali, anche e soprattutto a causa di questi questi 5 eventi importanti anche per il mio fisico. La schiena si è compromessa e i 5as mi han messa anche nella condizione di analizzarmi (cosa che non volevo fare) e tutto è risultato in regola (ciò che si può analizzare, il resto chissà …). Da quel  giorno di gennaio ad oggi mi son messa al lavoro: analisi anche se non volevo (ho abbassato la mia fessa crestina e le ho fatte), infiltrazioni di cortisone alla schiena e una dieta che vuol portarmi all’estate ad esser carina ma anche e soprattutto vuol portarmi a poter decidere serenamente se desidero (desideriamo) avere un terzo figlio o meno (col mal di schiena il diabete gestazionale già avuto e l’ipertensione gestazionale già avuta e con i miei 40 anni non posso permettermi di partire se non ho tutte le carte in regola). Mi son messa a testa bassa a lavorare su tutti i fronti non per avere un figlio ma per poter scegliere liberamente se averlo o no. Mentre il mondo lavorativo mi crolla intorno, R non esiste perché (si è messo nelle condizioni di) si fa risucchiare completamente dal lavoro, io ce la sto mettendo davvero tutta.

Passiamo a ieri.

Risparmio i dettagli su cicli mestruali&co ma qualcosa non quadra. Ieri ancora un evento “strano” e il panico mi assale. Ho la fortuna di lavorare in un ospedale in cui c’è anche c’è anche un reparto di ginecologia. Vado dal ginecologo confidente e gli spiego i fatti. Anche a lui la situazione non piace. Subito eco. Al solito la medicina non è matematica e si capisce poco e si possono fare solo ipotesi. Quel che si vede è che quando si ovula  (e io sapevo che quello era il momento e l’ecografo l’ha confermato), l’utero deve essere spesso (il razionale è che se ovuli e avviene la fecondazione,  l’esserino deve avere il posto in cui annidarsi) mentre il mio è sottilissimo (e ci credo, lo so, altrimenti non sarei tanto allarmata). La diagnosi non detta per giusta sensibilità, ma evidente, è che ora c’è sterilità (da qui le mie lacrime a fiume cosa che non avevo mai fatto nemmeno quando avevo visto i miei feti senza vita nell’utero). Ieri sono crollata.

Passiamo ai possibili perché medici:

– ho ancora parte del feto/placenta somewhere che mi altera il tutto (mi viene da vomitare a pensarci), ipotesi strana ma non escludibile, tanto per iniziare da oggi ciclo di pastiglie per farmi avere contrazioni (che è sempre un piacere….)

– sono tutta sballata (ci sta, ma non mi va lo stesso)

Passiamo al da farsi:

Vediamo come procede e se procede male analisi più invasive e non perché io potrei voler ritentare di avere un figlio visto che non lo so nemmeno io cosa voglio, ma perché un emorragia continua mi uccide (ferro sotto i piedi ecc ecc).

Passiamo al perché ieri mi sentivo sconfitta: perché ho affrontato tutto mettendoci tutto lo spirito che ho è certi step mi son costati una gran fatica, il presupposto che sta alla base delle mie battaglie è che il mio corpo risponda, se lui non risponde è come togliere le fondamenta ad una costruzione faticosamente costruita. Nulla è detto per sempre, nulla è perduto ma è tanto dura e sono tanto sconfitta oggi, o forse lo ero ieri, oggi si riparte a lottare anche se ora ci va il triplo di coraggio….

Schiaccio invia senza rileggere altrimenti cancello il tutto.

TBD

La mia lista delle cose To Be Done per il 2015 sta immancabilmente andando a rotoli, come in ogni anno che si rispetti, diciamo anche che ormai la faccio per abitudine, quasi un vezzo, non riesco a credere nemmeno io a ciò che elenco tra il 31 dicembre ed 1 gennaio di ogni cambio d’anno. 

La sola cosa della lista TBD 2015 a cui sto tenendo fede è “il vaso della felicità” in cui ogni giorno scrivere un qualcosa di felice che abbiamo fatto, fosse anche solo aver sentito il calore del sole sulla pelle per 10 secondi….ovviamente l’  ‘ogni giorno’ si è trasformato in uno ‘spesso’, ma sono molto soddisfatta di me (almeno in questo) comunque …. per ora …. 

  

Non ho ragione ma chiedo comprensione

sono abbastanza ligia alle regole di mia natura, oddio non ligissima, ma le regola che ciò che io faccio di irregolare non deve ledere la libertà altrui mi è chiarissima, la condivido e potrei usarla come mio manifesto…eppur ci sono delle volte in cui tutto è troppo complicato, il mio stato d’animo e la mia vita sempre in balia di mille correnti o meglio dire vortici in primis, a seguire il dover sempre essere la colonna di supporto per tanti (per i giovani al lavoro, per la sopravvivenza della casa e finalmente per le mie figlie). Orbene, in questo stato d’animo sempre al limite del tracollo mi trovo a portare C alla Materna. G non può andarci perché è tutta la notte che vomita (ergo io ho passato la notte insonne a pulire vomito e consolare G). Parto di casa al limite del tempo utile per non trovare la Materna chiusa (e non perché io sia pigra o perché prima sia andata al bar a far colazione, bensì perché mi son dedicata a pulizia vomiti e incoraggiamento a G malata e a C che andava a scuola senza la sorella). Il portone della Materna è chiuso da 12 mesi perché il soffitto è crollato e ovviamente nessuno lo ha ancora riparato. Si entra quindi dalla porta secondaria, in una vietta stretta, e la maledetta faccenda del lasciare l’auto in doppia fila non la si può ovviare talvolta…questo era uno di quei talvolta….non potevo davvero far diversamente ed ho bloccato l’auto di una persona parcheggiata regolarmente con la mia auto messa in doppia fila (ovviamente costui aveva anche un’altra auto oltre alla mia a bloccarlo). ho lanciato C alla Materna alla velocità delle luce, sempre con G appresso con il suo sacchetto per il vomito sono corsa alla mia auto in doppia fila, ovviamente il signore bloccato era nell’auto, era calmo, io mi sono prodigata in mille scuse, dicendo che non è mia abitudine farlo e che mi dispiaceva veramente. Premesso che lui aveva ragione e che io non so che altro avrei potuto fare, il sentirmi ricoprire di improperi per quei 2 minuti (di numero) rubati alla libertà di quest’uomo che mi ha accusata delle peggiori cose mi hanno veramente ferita. ha ragione, ha ragione, ha ragione, ma ci sono delle volte in cui davvero davvero davvero con tutta la mia buona volontà non posso fare diversamente e prego che ?il bloccato di turno’ non arrivi, e se arriva che abbia un po’ di pietas…ecco quest uomo oggi non la ha avuta, nemmeno davanti ad una G che facevo salire a forza in auto mentre vomitava nel suo sacchetto mentre lui mi urlava contro….mi fanno così male queste cose….

Le svariate facce dei week end 

Il sabato R lavora ed io, G&C siamo sempre in cerca di qualcosa da fare, possibilmente qualcosa che si ricordi, la domenica invece o vivacchiamo in casa tutti e 4 o facciamo le cose che si fanno meglio in 4 che in tre.

Lo scorso week end è stato super: il sabato siamo partite noi 3 armate di secchielli e palette e siamo andate a Camogli con le mie due amiche (da Masio e da Milano), anche loro con i loro 4 enni. Una giornata che più bella non si puó. Tre amiche che non hanno mai occasione di vedersi (ma tanata di scriverei 😂) sedute sui loro teli mare a chiacchierare (a suon di brindisi e parmigiano) di cose profonde e di cose leggere leggere perfettamente miscelate tra loro. I bimbi felici e selvaggi. 



Un giornata indimenticabile di finta primavera con delle amiche-mamme vere.

Insieme fino al tramonto, che su Camogli ha sempre un fascino particolare, e poi ognuna è saltata in auto con la sua figlia/o/i e dopo 200km  ci siamo dette di essere arrivate a casa.

È stata un giornata magica.

La domenica picnic in un parco cittadino noi 4 al completo. Noi 4 al completo mi fa fascino già solo per questo e noi amiamo fare il picnic, C più di tutti, lo invoca un paio di giorni alla settimana!

Il week end che verrà dice: pioggia pioggia pioggia…e R non ci sarà nè sabato nè domenica.

Ho solo due piani in testa:

1) andare nel supermercato più grande che trovo a far scegliere a G&C le loro uova di Pasqua:

2) un attività al Salone dell’auto in cui prepareremo il regalo per la festa del papà … mmmmm …..

Pronti via, e che week end sia!

una giornata diversa

Questa foto è un po’ sfocata ma rappresenta C nella sua essenza. Una donnina, se la gode a chiacchierare io e lei sedute davanti ai nostri cappuccini mentre G corre al piano di sopra del locale ad esplorare come è fatto, va nei bagni a sentire che profumo ha il sapone mentre io e C intanto chiacchieriamo di regine principesse e castelli, ma anche del suo maestro di nuoto che quando lei lo abbraccia perché ‘non riesce a stare a gallo’  le dice ‘io sono già fidanzato’, e lei allora ride e beve ancor di più. C vuole solo mettere le gonne perché ‘mica sono un maschio io’, mentre G le gonne le mette solo per fare un favore a me, perché vuole che io e lei si sia uguali, ma anche se siamo tanto ma tanto tanto uguali, le nostre idoli in qualcosa non son perfettamente sovrapponibili…e va anche bene così, anzi meglio così direi. G è già una bimba grande e a tratti indipendente, ma così emotivamente fragile … C è ancora piccina ma è una piccola roccia, vuole diventare grande per potersi mettere la mia roba (vestiti e orecchini in particolare) ma non vuole sposarsi ‘perché tanto i principi non esistono’ e a poco valgono le mie parole che le dicono che il suo papà per me è il mio principe, perché lei ribatte che comunque lui non è un principe… e forse lei in tre anni e mezzo ha capito molte più verità di quante non ne abbia capite io in 40 anni.

Dopo 2-3 settimane di follia lavorativa che mi aveva largamente allontana dalla mia quotidianità con G&C, ieri ho finito un lavoro importante (e senza ricevere nemmeno grandi soddisfazioni, ma questo è un enorme capitolo a parte). Per oggi avevo un programma serratissimo che prevedeva di portare le bimbe a scuola alle 0740, andare a far la tinta ai capelli ormai indecenti alle 0755, il parrucchiere mi avrebbe poi lasciata lì nel negozio ancora chiuso, sarebbe andato a prendere i figli a casa e li avrebbe portati a scuola per poi venire ad aprire il negozio, togliermi il colore, poi di corsa in lab ecc ecc …. ma alle 5am mi sono svegliata con la solita frenesia lavatricelavastivigliestendinopreparamilpranzotirarfuoriletirarfuorileborsedanuotoetuttoilresto e sapete che ho fatto? Ho detto “oggi anche no”. Ho mandato un messaggio al lavoro dicendo che oggi non ci sarei stata e un messaggio al parrucchiere dicendogli che avremmo fatto le cose in orari umani e invece di saltare rapida fuori dal letto mi sono girata dall’altra parte e ho ancora dormicchiato …quando si sono svegliare G&C ho annunciato che oggi era “la nostra giornata”: niente lavoro per me e niente materna per loro. Siamo andate a fare colazione in un bar che si atteggia a bistrot parigino, poi commissioni, comprati libri da colorare per loro in modo che avessero da fare durante la vicenda parrucchiere, quindi parrucchiere. Abbiamo pranzato con calma, ci siamo messe tutte e tre nel lettone a vedere Pomi D’Ottone e Manici di Scopa e ci siamo addormentate tutte tre guardando il film sotto la copertina di pile. Sveglia, 4 quadretti di cioccolata di merenda e poi piscina, sono entrate felici e hanno nuotato senza patire come invece spesso accade, ora sto aspettando che escano…per cena non c’è nulla di pronto…quasi quasi andiamo a fare un apericena noi 3, tolgo il ‘quasi quasi’, lo facciamo e basta. 

 Mi piace in modo superlativo essere la loro mamma.

la libertà di essere chi sono

di vivere la vita che voglio , ma soprattutto di essere la mamma che voglio essere.

io G&C siamo quelle che entrano alla materna sempre correndo, e sorridiamo sempre durante questa corsa, anzi ridiamo a crepapelle e tutti ci guardano perché in quel momento stiamo esprimendo la libertà del trittico che siamo, con le nostre abitudini e i nostri riti e questo è un rito di gioia, di sfogo, di esorcizzazione dell’ ‘andareascuola’ che per definizione non ha mai divertito proprio nessuno.

Oggi dopo avere lasciato alla materna G&C son andata a comprare il pane (sempre correndo, è ovvio) perché erano ormai 4 giorni che mangiavamo pane diventato secco e ho finalmetne avuto modo di guardare e fotografare una bici parcheggiata da almeno una settimana all’angolo opposto al panettiere, viene usata durante il giorno da una signora, mi dice la panettiera, e poi riparcheggialta lì ogni sera. la bici di una matta potrebbe dire qualcuna, la bici di una donna che non ha timore di esprimere ciò che sente, e io mi sento così tanto come la sua bici…